L'unità esterna non parte e il compressore non si avvia, a Reggio Emilia
Fuori tutto tace: la ventola ferma, il compressore muto. Prima di pensare al pezzo più costoso si verifica se arriva corrente, se c'è il comando dall'interna e cosa dicono le pressioni.
Cosa succede quando l'unità esterna resta ferma
Nell'unità esterna vivono i pezzi che fanno il lavoro pesante: il compressore, che mette in pressione il gas, la ventola che raffredda la batteria, e l'elettronica che li governa. Se, a impianto acceso in raffrescamento, l'esterna resta muta e l'aria dallo split arriva tiepida, il ciclo frigorifero non sta partendo.
Non parte, però, racchiude tre situazioni diverse: non arriva corrente all'esterna, arriva corrente ma il compressore non si avvia, oppure parte e dopo poco va in blocco. Distinguerle indirizza tutto il resto della diagnosi.
Le cause più frequenti
- Condensatore di avviamento esaurito (sugli apparecchi tradizionali): è una causa molto comune del compressore che ronza ma non gira.
- Protezione termica intervenuta: batteria esterna sporca, ventola ferma o poca ventilazione fanno surriscaldare il compressore, che si ferma per protezione finché non si raffredda.
- Ventola esterna bloccata: senza raffreddamento la pressione sale e un pressostato blocca tutto.
- Carica di gas sbagliata: troppo poca o troppa fa intervenire i pressostati di bassa o di alta, che impediscono l'avvio.
- Scheda o modulo di potenza guasto, sugli apparecchi a velocità variabile, dove l'elettronica pilota direttamente il compressore.
- Manca il comando dall'interna: un cavo di collegamento interrotto o un problema di comunicazione lascia l'esterna spenta anche se è sana.
- Avvolgimenti del compressore in corto o interrotti: il caso più oneroso, da confermare per ultimo con la misura.
Come si diagnostica
Qui l'ordine conta, e si va dal caso più semplice ed economico a quello più grave, misurando a ogni passo:
- si verifica che all'esterna arrivi tensione e che ci sia comunicazione con l'interna: senza comando, il compressore non parte per definizione;
- si legge l'assorbimento con la pinza amperometrica nell'istante dell'avvio: un compressore che ronza e assorbe a scatti senza girare punta spesso sul condensatore;
- si controllano ventola e batteria: pale ferme, alettatura ostruita da foglie e pioppino tipici della pianura reggiana, poca aria;
- si misurano le pressioni con i manometri di alta e di bassa: così si capisce se a bloccare è un pressostato per carica sbagliata o per ventola ferma;
- si legge il codice di lampeggio della scheda, che indica la famiglia del guasto;
- solo dopo, esclusi comando, condensatore, ventilazione e pressioni, si valuta il compressore o il modulo di potenza con le misure elettriche.
Cosa puoi fare tu e quando serve il tecnico
Quello che puoi verificare tu, senza aprire l'unità:
- controlla l'interruttore dedicato del condizionatore e che non sia scattato;
- libera la batteria esterna da foglie, pioppino e sporco e lascia spazio davanti alla ventola: una macchina che respira male va in protezione;
- dopo un blocco per surriscaldamento, dai tempo: spesso il compressore riparte quando si è raffreddato, e questo è già un indizio sulla causa.
Non aprire l'unità esterna: contiene parti in tensione e il circuito del gas in pressione. Le misure sulle pressioni e ogni intervento sul refrigerante spettano a un tecnico abilitato F-GAS, l'unico autorizzato per legge a operare sul gas; le verifiche elettriche su condensatore, scheda e compressore vanno fatte con lo strumento in mano. A Reggio Emilia, Rubiera, Correggio, Novellara o Bagnolo in Piano l'approccio è sempre lo stesso: prima si esclude ciò che è semplice ed economico, poi si arriva al compressore.
Le domande che ci fanno più spesso
Il compressore ronza ma non parte: cosa significa?
Sugli apparecchi tradizionali è spesso il condensatore di avviamento esaurito: il compressore riceve corrente, prova a partire ma non ha la spinta per avviarsi, e ronza. Si conferma leggendo l'assorbimento con la pinza amperometrica. Ronzare a lungo, però, lo affatica: meglio spegnere.
L'unità esterna si ferma dopo pochi minuti e poi riparte: perché?
È il comportamento tipico della protezione termica o di un pressostato: la macchina si surriscalda (batteria sporca, ventola debole, poca aria) o supera le pressioni ammesse, si ferma per protezione e riparte quando le condizioni rientrano. Si misurano pressioni e ventilazione per trovare la causa.
La ventola esterna gira ma il compressore no: da dove partire?
Si verifica prima che arrivi il comando dall'interna, poi l'assorbimento del compressore all'avvio e le pressioni. Se comando e alimentazione ci sono, il sospetto si sposta su condensatore, modulo di potenza o compressore, che si distinguono con le misure elettriche.
Può essere solo mancanza di gas?
Il gas c'entra quando una carica troppo bassa, o troppo alta, fa intervenire un pressostato che impedisce l'avvio, e questo si vede dai manometri. Ma un'esterna che non parte, prima ancora del gas, va esclusa su alimentazione, comando, ventilazione e condensatore: il refrigerante lo verifica un tecnico abilitato F-GAS.
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